Stress termico in azienda: Emergenza stagionale o buco nel DVR?

Pubblicato il 29 giugno 2026 alle ore 20:48

ORDINANZE SUL CALDO: IL PROBLEMA NON È L’ORDINANZA, È IL DVR 

In questi giorni si discute molto delle ordinanze regionali che limitano o vietano il lavoro nelle ore più calde.

Ma da un punto di vista della prevenzione la domanda vera non è “serve o non serve l’ordinanza”, bensì: come abbiamo costruito la gestione del rischio caldo nel DVR?

Il rischio da stress termico non è un imprevisto: è un rischio prevedibile e stagionale, soprattutto in edilizia, agricoltura, logistica e manutenzione stradale.

Per questo, in un DVR correttamente impostato, la gestione del caldo non dovrebbe essere lasciata all’improvvisazione o all’emergenza, ma definita attraverso criteri chiari e applicabili.

Ad esempio:

Soglie operative basate su indicatori tecnici (temperatura, umidità, irraggiamento o indici come WBGT e sistemi previsionali);

Rimodulazione preventiva degli orari di lavoro nelle fasce più critiche;

Programmazione di pause aggiuntive in aree ombreggiate o fresche;

Disponibilità continua di acqua e reintegro idrosalino;

Rotazione delle mansioni per ridurre l’esposizione;

Formazione specifica sui segnali precoci di stress da calore e colpo di calore;

Attenzione particolare ai lavoratori più suscettibili e agli acclimatamenti.

Se queste condizioni sono realmente presenti nel DVR e nelle procedure aziendali, non si dovrebbe arrivare ad aspettare un’ordinanza per decidere come organizzare il lavoro: le regole operative dovrebbero già essere attive.

Il punto non è inseguire l’emergenza, ma strutturare la prevenzione in modo che sia automatica, misurabile e applicabile sul campo.

Le ordinanze possono avere un ruolo di rafforzamento del quadro generale di tutela, ma la vera efficacia della prevenzione si gioca prima: nella qualità della valutazione del rischio e nella sua traduzione in procedure concrete.

La sicurezza non si attiva con il caldo estremo: si progetta prima che arrivi.

Voi nei vostri DVR avete già criteri oggettivi di gestione del caldo o intervenite solo quando le temperature diventano critiche?

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